ROMA — Il giro di vite annunciato dal governo, l'inizio dell'era della 'tolleranza zero' nei confronti di chi consuma o, a maggior ragione, vende qualsiasi tipo di droga — pesante o leggera — si trova a dover fare i conti con realtà che hanno affinato, nel corso degli anni, ogni possibile stratagemma per eludere la legge.
E anche se l'Italia non è l'Olanda, qualcosa di simile ai coffee shop che s'incontrano ad Amsterdam è possibile trovarlo anche dalle nostre parti.
In molte città italiane (non solo nelle metropoli) sono spuntati negozi, con tanto di licenza, specializzati principalmente nella vendita di semi di cannabis e del necessario per far crescere piante di marijuana di 'sicuro effetto'. A corredo di quella che è la loro principale attività, le vetrine sono andate arricchendosi di una serie di prodotti e accessori utili per il consumo di hashish e affini.
A giudicare dallo stato di salute dei negozi in questione, il business rende e la strada per aggirare la legge è semplice: i prodotti possono essere venduti se non contengono più del 5 per cento di Thc, ovvero di tetraidrocannabinolo, la sostanza psicostimolante che rende una droga tale. E i semi di marijuana, per esempio, non superano tale percentuale di principio attivo, per cui non possono essere considerati droga e la loro vendita non può essere interdetta.
Discorso diverso per le piante che possono essere prodotte facendo germogliare i semi in questione. Una bustina, con tanto di etichetta che riporta ditta produttrice e qualità, contiene una decina di semi e il prezzo oscilla da 20 a 60 euro.
In alcuni casi anche qualcosa di più perché non tutti i semi sono uguali e il loro commercio è talmente redditizio da aver fatto nascere una vera e propria industria. Selezionati, trattati, garantiti, insomma quanto basta per giustificare prezzi in continua ascesa.
Curiosando tra le scaffalature dei negozi in questione è possibile trovare altri prodotti: dall'ecstasy vegetale (che «non brucia», ma dà gli stessi effetti delle pasticchette sintetiche) ai biscotti alla marijuana, dall'assenzio e a un'incredibile varietà di erbe 'consentite'.
Non solo 'maria'
Tra queste la Salvia divinorum, una pianta messicana «usata dai Maja per fare viaggi fuori dal corpo», che viene venduta in polvere in tre diverse gradazioni. Poi c'è il Kanna, che non è uno spinello come suggerirebbe il nome ma una pianta, sempre dell'America centrale, dall'effetto eccitante.
Molti negozi hanno un sito Internet che consente la vendita attraverso spedizione postale. La vendita al banco è inibita ai minorenni, ma quando c'è Internet di mezzo certe barriere diventano facilmente eludibili. E Michele Bonatesta, membro della direzione nazionale di An, tuona: «E' la riprova che il proibizionismo in Italia non esiste: questi negozi vanno messi al bando».