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 Germania. Cannabis dalla farmacia online

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In agosto e’ stato aperto il sito www.hanfapotheke.org basta un click per ordinare la cannabis come fosse una qualunque merce legale. Attenzione, pero’. Lo possono fare solo pazienti affetti da patologie gravi, e a condizione che abbiano sperimentato inutilmente altri farmaci o che soffrano degli effetti collaterali di una data medicina. A quel punto, un medico di fiducia della speciale farmacia esamina la richiesta, e se ritiene che i cannabinoidi possano lenire la sua sofferenza, da’ il benestare, e il richiedente riceve gratis la cannabis. “E’ una via d’uscita per malati gravi che non hanno accesso al mercato illegale ne’ lo desiderano”, spiega uno dei responsabili, il dottor Franjo Grotenhermen.



L’iniziativa non e’ pero’ del tutto pacifica, giacche’ la cannabis non puo’ essere legalmente prodotta ne’ commercializzata. Cosi’ tutto avviene nell’anonimato. Lo stesso dr. Grotenhermen spiega: “Non so se aspettarmi una denuncia”. Anche perche’ la perizia legale del giurista Lorenz Boellinger di Brema e’ a due facce: da un lato, i donatori che coltivano o vendono canapa infrangono la legge contro gli stupefacenti, e lo stesso vale per i pazienti che si procurano la sostanza; dall’altro, ambedue i soggetti possono appellarsi allo stato di necessita’ in cui si trova un malato grave. Esiste poi la sentenza del tribunale superiore di Karlsruhe del giugno 2004: l’assunzione di cannabis puo’ essere giustificata in caso di necessita’. E’ da migliaia d’anni che la cannabis sativa, meglio conosciuta come marjiuana viene usata in medicina. Sembra che persino la severa Regina Vittoria la usasse nel periodo mestruale. Ma ancora oggi si discute se e in quali casi l’erba sia superiore ad altri medicinali. Talvolta e’ vista come una droga miracolosa, efficace contro quasi tutti i dolori -dal mal di testa al cancro; altri la considerano un residuo della medicina popolare, ormai superata dalla farmacopea moderna. E poi c’e’ chi, come la neurologa svizzera Barbara Bulamo sostiene che i favorevoli alla cannabis terapeutica in realta’ vogliono solo renderla libera per un uso voluttuario. Le informazioni fornite dai farmacisti della canapa mostrano un quadro differenziato: vari studi confermano l’efficacia della cannabis contro la disappetenza e il dimagrimento nei sieropositivi, contro i crampi da spasmo e per chi soffre di sclerosi multipla. A questo proposito si puo’ precisare che le autorita’ canadesi recentemente hanno autorizzato la cannabis nel trattamento della sclerosi multipla. La cannabis e’ ritenuta efficace anche contro nausea e vomito nella terapia oncologica, ma alcuni medicinali risultano superiori. Esperimenti su animali mostrano risultati positivi nella calcificazione arteriosa (Nature, volume 434 del 2005). E un ambito molto promettente sembra essere quello delle infiammazioni intestinali croniche. O per lo meno lo dimostrano esperimenti con cannabinoidi fatti su topi dall’Istituto Max-Planck e dell’Universita’ di Monaco (Journal of Clinical Investigation, volume 113 del 2004). Da febbraio 2005, alla clinica universitaria di Monaco si sta sperimentando un estratto di canapa su pazienti affetti dal morbo di Crohn. Nel frattempo, dei ricercatori britannici hanno scoperto che la sostanza ha un doppio effetto positivo sull’intestino malato: nella mucosa dell’intestino umano hanno identificato due ricettori per la cannabinoide. Uno favorisce la guarigione della ferita, l’altro regola i processi infiammatori (Gastroenterology, volume 129 del 2005).

Naturalmente anche la cannabis puo’ avere degli effetti collaterali. Oltre a una sensazione inebriante e il potenziale rischio di dipendenza, l’uso prolungato puo’ innestare malattie psichiche. Tuttavia, ci sono indicazioni secondo cui la cannabis protegge le cellule nervose e puo’ contrastare malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Cosi’ spiegano i neurologi della University College di Londra. Anche se servirebbero altri studi prima di azzardare trattamenti clinici di questo tipo. “L’industria farmaceutica sta elaborando principi attivi dagli effetti simili a quelli della cannabis senza pero’ superare la barriera sangue-cervello”, informa Martin Storr dell’Universita’ di Monaco. Cio’ significa che questi farmaci potrebbero incidere sui recettori dell’intestino senza dare ebbrezza. Il guaio e’ che molti malati gravi non hanno la possibilita’ di aspettare, sostiene Franjo Grotenhermen. “E, in ogni caso, per l’avvenire bisognera’ autorizzare cannabinoidi che agiscano sul cervello se e’ li’ l’origine della malattia”. In realta’ esiste gia’ un sistema legale per ottenere della cannabis semisintetica. Si chiama Dronabinol la sostanza prodotta nel 1998 e commercializzata dall’azienda THC-Pharma, ed e’ un precursore della sostanza attiva proveniente dalla fibra di canapa legale trasformata chimicamente in farmaco. Dronabinol e’ reperibile in farmacia con ricetta medica. L’unico ostacolo e’ che di solito le casse malattia non coprono i costi del trattamento, che e’ dieci volte superiore a quelli della cannabis naturale, spiega Grotenhermen. E cosi’, a molti pazienti non resta che rivolgersi alla farmacia della canapa, la quale non puo’ pero’ garantire la qualita’ della sostanza fornita.

Nota: http://droghe.aduc.it
Cannabis Terapia

 
 
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