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La Carriera: dalla nascita al 1965

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Il 6 febbraio del 1945, mentre il resto del mondo era occupato a riprendere forma e spirito dopo la Seconda Guerra Mondiale, sulle colline di St. Ann in Giamaica la signora Cedella Booker Marley stava dando alla luce un figlio maschio, frutto del suo amore con un ufficiale britannico. Il bambino che nacque quel giorno sotto il segno dell'acquario fu battezzato Robert Nesta Marley e qualche decennio più tardi sarebbe divenuto indiscutibilmente il più grande artista caraibico di tutti i tempi, nonché l'incontrastato Re della musica reggae... e forse pure qualcosa di più.



Quando ancora era un ragazzino, Bob Marley si trasferì con la madre nella periferia di Kingston, nel quartiere/ghetto di Trench Town; un luogo che avrebbe accompagnato il suo nome e la sua musica per il resto della vita e che divenne il simbolo della Giamaica in tutto il mondo. Fu sulle strade di Trench Town che Marley conobbe Bunny Livingstone e Peter Tosh e con loro, oltre a stringere un'amicizia fraterna legata dall'amore per la musica, fondò il nucleo del gruppo dei Wailers. Il suono che imperversava in Giamaica all'epoca era quello dello ska, espressione ritmica di gioia, orgoglio e libertà, ma il gruppo di Marley, a cui presto si aggiunsero Junior Braithwaite e le due ragazze Cherry Smith e Beverly Kelso, vi aggiunse qualcosa di nuovo. Le notti di Kingston furono illuminate dalle dancehall in cui Bob Marley e compagni presentavano una meravigliosa, spontanea rivisitazione della musica soul e della tradizione vocale del doo-woop sul tappeto ritmico dello ska.



Bastarono poche incisioni, la prima delle quali, Judge Not, avvenne nel '63 grazie a Desmond Dekker e Jimmy Cliff, per dare all'avventura musicale di Bob Marley, una rotta definitiva e precisa. Fare musica, per ogni ragazzino dei ghetti o delle campagne giamaicane, non era solo un modo per svoltare la giornata o guadagnare qualche soldo, ma rappresentava la possibilità di esprimere una forza interiore esuberante, una spinta creativa incontenibile e orgogliosa, propria di un popolo che aveva appena ottenuto l'indipendenza dal dominio coloniale e che quindi voleva urlare la propria forza e trasmettere la propria bellezza al mondo. Per Marley queste motivazioni erano viscerali e la musica per lui divenne una vera missione.



Negli anni successivi approfondì la propria conoscenza musicale, basandosi sull'innata propensione verso il rhythm&blues e il gospel americano, mescolandola all'interesse per i Beatles, allo swing dello ska e filtrando il tutto attraverso la cultura giamaicana e la propria inquietudine spirituale, rielaborando il passato, plasmandolo verso il futuro. Supportato da maestri come Joe Higgs e Alvin Patterson, Marley e il gruppo dei Wailers, ridimensionati a una formazione che comprendeva lui, Wailer e Tosh, divennero il gioiello di punta di Clement Dadd, il produttore dell'etichetta Studio One. Con lui toccarono le vette delle classifiche di vendita giamaicane raggiungendo il picco del successo nel 1965. Ma a quel punto il clamore coincise con le tensioni tra Dadd e il leader del gruppo, nonché con l'esigenza artistica di avere un controllo totale sul prodotto.
  

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